Termoli: Polizia Municipale contro un povero ambulante
Termoli alla ribalta della cronaca nazionale per uno spiacevole episodio accaduto sabato sera nelle vie del centro della cittadina (in provincia di Campobasso), quando la polizia municipale ha bloccato un venditore ambulante del Bangladesh senza licenza e, in seguito alla sua resistenza, lo avrebbe trascinato sull'asfalto con violenza, fino a chiuderlo nel portabagagli dell'auto di servizio. Attorno un capannello di gente che, indignata, prendeva le difese dell'uomo e scattava fotografie per testimoniare ciò che stava succadendo. Poi, però, quando il caso è stato ripreso da molti giornali nazionali e la polizia municipale della città molisana è finita nella bufera, è spuntata la versione che il venditore avrebbe spontaneamente rilasciato al Comune: «Non sono stato nè strattonato nè malmenato dagli agenti della polizia municipale, e gli stessi non mi hanno messo di forza nel portabagagli dell'auto di servizio, anzi, preciso che sono stato accompagnato negli uffici di polizia stando seduto sul sedile posteriore». Una versione che, però, per quanto resa «senza alcuna pressione o minaccia», come avrebbe dichiarato l'uomo, si scontra con le testimonianze dei passanti.
Stando al racconto dei presenti, Abdul Zainal, cittadino del Bangladesh, stava vendendo la sua merce lungo il corso e, dopo aver visto i vigili, non avendo documenti, ha raccolto tutto per scappare via. Uno degli agenti, però, è riuscito ad afferrargli la valigetta, e ne è nata una colluttazione perché lo straniero opponeva resistenza. Il venditore è poi finito a terra e, urlando e piangendo, ha chiesto aiuto, terrorizzato. Gli agenti, infine, lo avrebbero trascinato sull'asfalto, assieme alla sua cassetta di legno contenente collanine, fino alla vettura parcheggiata di fronte all'entrata posteriore del Municipio. L'intenzione, sempre secondo i testimoni, era quella di infilarlo nel bagagliaio, e così i vigili avrebbero cercato di alzarlo di peso, continuando a tenergli la testa con forza dentro il cofano. Tutte scene riprese da foto scattate con dei cellulari.
I presenti hanno poi iniziato a protestare e qualcuno ha cercato di convincere i vigili a fermarsi e a lasciare andare il venditore, ma inutilmente. Trasportato al Comando per l'identificazione e il sequestro della merce (non aveva licenza di vendita) l'uomo è risultato avere precedenti per favoreggiamento di ingresso clandestino o irregolare, associazione per delinquere ed estorsione. Inoltre, dopo 18 mesi in carcere a Cassino, in provincia di Frosinone, nel settembre 2006 era tornato libero per effetto dell'indulto, ma con in mano un decreto di espulsione, non rispettato.
La notizia è finita, insieme alle foto, su Primonumero.it, il sito dedicato alla città di Termoli, suscitando scalpore e reazioni nell'opinione pubblica. Ma quando l'episodio si è diffuso sui media nazionali, il Comune di Termoli, dopo aver chiesto comunque l'apertura di un'indagine, ha deciso di prendere le difese della polizia municipale: «Dalle prime verifiche - ha affermato il Comune in una nota - risulta che il venditore ambulante, proveniente dal Bangladesh e residente a Roma, non è mai stato picchiato né trascinato o chiuso nel bagagliaio dell'automobile di servizio della Polizia Municipale. L'uomo sarebbe scivolato sulla strada mentre cercava di fuggire dai controlli degli agenti, e sarebbe rimasto deliberatamente a terra, attirando l'attenzione dei passanti con urla e lamenti e aggrappandosi con le mani alla cassetta contenente la merce che stava vendendo, opponendo perciò resistenza alla confisca, operata dai vigili urbani dopo aver verificato che il venditore ambulante non era in possesso della licenza di vendita». «Gli agenti della polizia locale - prosegue la nota del Comune - hanno quindi tentato di riporre nel bagagliaio dell'auto la cassetta della merce confiscata mentre il venditore ambulante restava aggrappato alla stessa. Durante questa operazione, i vigili urbani non hanno mai usato violenza ai danni del cittadino del Bangladesh, né tantomeno hanno cercato di introdurlo con la forza nel bagagliaio dell'automobile di servizio». Questa versione è stata sottoscritta anche dal sindaco Vincenzo Greco.
Infine è arrivata quella che secondo il Comune è la versione di Abdul Zainal: versione che, smentendo testimonianze e immagini, ha di fatto discolpato gli agenti.
Anno: 2008
Proposto da: spike Proponi modifica È piaciuto a.. Segnala a un amico
Termoli alla ribalta della cronaca nazionale per uno spiacevole episodio accaduto sabato sera nelle vie del centro della cittadina (in provincia di Campobasso), quando la polizia municipale ha bloccato un venditore ambulante del Bangladesh senza licenza e, in seguito alla sua resistenza, lo avrebbe trascinato sull'asfalto con violenza, fino a chiuderlo nel portabagagli dell'auto di servizio. Attorno un capannello di gente che, indignata, prendeva le difese dell'uomo e scattava fotografie per testimoniare ciò che stava succadendo. Poi, però, quando il caso è stato ripreso da molti giornali nazionali e la polizia municipale della città molisana è finita nella bufera, è spuntata la versione che il venditore avrebbe spontaneamente rilasciato al Comune: «Non sono stato nè strattonato nè malmenato dagli agenti della polizia municipale, e gli stessi non mi hanno messo di forza nel portabagagli dell'auto di servizio, anzi, preciso che sono stato accompagnato negli uffici di polizia stando seduto sul sedile posteriore». Una versione che, però, per quanto resa «senza alcuna pressione o minaccia», come avrebbe dichiarato l'uomo, si scontra con le testimonianze dei passanti.
Stando al racconto dei presenti, Abdul Zainal, cittadino del Bangladesh, stava vendendo la sua merce lungo il corso e, dopo aver visto i vigili, non avendo documenti, ha raccolto tutto per scappare via. Uno degli agenti, però, è riuscito ad afferrargli la valigetta, e ne è nata una colluttazione perché lo straniero opponeva resistenza. Il venditore è poi finito a terra e, urlando e piangendo, ha chiesto aiuto, terrorizzato. Gli agenti, infine, lo avrebbero trascinato sull'asfalto, assieme alla sua cassetta di legno contenente collanine, fino alla vettura parcheggiata di fronte all'entrata posteriore del Municipio. L'intenzione, sempre secondo i testimoni, era quella di infilarlo nel bagagliaio, e così i vigili avrebbero cercato di alzarlo di peso, continuando a tenergli la testa con forza dentro il cofano. Tutte scene riprese da foto scattate con dei cellulari.
I presenti hanno poi iniziato a protestare e qualcuno ha cercato di convincere i vigili a fermarsi e a lasciare andare il venditore, ma inutilmente. Trasportato al Comando per l'identificazione e il sequestro della merce (non aveva licenza di vendita) l'uomo è risultato avere precedenti per favoreggiamento di ingresso clandestino o irregolare, associazione per delinquere ed estorsione. Inoltre, dopo 18 mesi in carcere a Cassino, in provincia di Frosinone, nel settembre 2006 era tornato libero per effetto dell'indulto, ma con in mano un decreto di espulsione, non rispettato.
La notizia è finita, insieme alle foto, su Primonumero.it, il sito dedicato alla città di Termoli, suscitando scalpore e reazioni nell'opinione pubblica. Ma quando l'episodio si è diffuso sui media nazionali, il Comune di Termoli, dopo aver chiesto comunque l'apertura di un'indagine, ha deciso di prendere le difese della polizia municipale: «Dalle prime verifiche - ha affermato il Comune in una nota - risulta che il venditore ambulante, proveniente dal Bangladesh e residente a Roma, non è mai stato picchiato né trascinato o chiuso nel bagagliaio dell'automobile di servizio della Polizia Municipale. L'uomo sarebbe scivolato sulla strada mentre cercava di fuggire dai controlli degli agenti, e sarebbe rimasto deliberatamente a terra, attirando l'attenzione dei passanti con urla e lamenti e aggrappandosi con le mani alla cassetta contenente la merce che stava vendendo, opponendo perciò resistenza alla confisca, operata dai vigili urbani dopo aver verificato che il venditore ambulante non era in possesso della licenza di vendita». «Gli agenti della polizia locale - prosegue la nota del Comune - hanno quindi tentato di riporre nel bagagliaio dell'auto la cassetta della merce confiscata mentre il venditore ambulante restava aggrappato alla stessa. Durante questa operazione, i vigili urbani non hanno mai usato violenza ai danni del cittadino del Bangladesh, né tantomeno hanno cercato di introdurlo con la forza nel bagagliaio dell'automobile di servizio». Questa versione è stata sottoscritta anche dal sindaco Vincenzo Greco.
Infine è arrivata quella che secondo il Comune è la versione di Abdul Zainal: versione che, smentendo testimonianze e immagini, ha di fatto discolpato gli agenti.
Anno: 2008
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